Silva Nigra - Bosco sacro agli Etruschi

Un progetto di forestazione e restauro ecologico

 

Descrizione

La denominazione trae ispirazione dall’antico toponimo del luogo in cui si interviene. Oggi solo una zona urbana limitrofa all’area di forestazione è conosciuta come Selva Nera, ma da un punto di vista storico geografico, un tempo anche l’area del parco era conosciuta come Selva Nera e quindi “Silva Nigra”. Questo toponimo, in estrema sintesi, ci restituisce un’importante testimonianza storico paesaggistica, una fotografia di un luogo che un tempo era una vasta selva folta e buia, che si estendeva fino al mare. Purtroppo, l’ambiente naturale di questo quadrante nord-occidentale della città è più rarefatto, frammentato, ma nel parco in questione, ancora si conserva un frammento di selva dall’elevato valore ecologico e che risulta un importantissimo hot spot di biodiversità

Il progetto di forestazione “Silva Nigra” mira a un parziale restauro ecologico. Nasce circa tre anni fa. Dopo una lunga e attenta osservazione della vegetazione naturale potenziale, è seguita l’individuazione delle specie arboree più tipiche del comprensorio e le diverse interrelazioni tra le stesse specie.

 

 

Dove si trova

Visione e Obiettivi

Il progetto di forestazione “Silva Nigra” realizzato con 250 alberi e 40 arbusti,  mira a un parziale restauro ecologico attraverso la lunga e attenta osservazione della vegetazione naturale presente e all’individuazione delle specie arboree e arbustive più tipiche del comprensorio e alle diverse interrelazioni tra le stesse specie.

Specie arboree:
Quercus suber – Sughera;
Quercus pubescens – Roverella;
Quercus cerris – Cerro,
Quercus Ilex – Leccio.

Specie Arbustive:
Cytisus scoparius – Ginestra;
Laurus nobilis – Alloro;
Viburnum tinus- viburno tino;
Crataegus monogyna – Biancospino.

Elemento ulteriore di estremo interesse del progetto è la rilevanza sociale. La messa a dimora, la cura e le visite guidate coinvolgeranno anche altri enti del terzo settore e soprattutto le scuole, così da creare una maggiore consapevolezza sulla fondamentale importanza degli alberi nel contesto urbano, ma anche riflettere sulle problematiche ambientali e di salute pubblica che scaturiscono dalla loro eliminazione. 

Modalità operative e manutenzione

  • Tecnica di impianto: il progetto prevede una piantagione mista con un sesto di impianto a densità elevata. Le distanze tra le piantine sono di un metro sulle file e di tre metri tra una fila e l’altra.
  • Gestione del suolo: particolare attenzione è data alla superficie del suolo per favorire l’inerbimento parziale e la pacciamatura naturale. L’obiettivo è duplice: ridurre le perdite d’acqua per evaporazione e prevenire l’erosione.

  • Cura iniziale: le operazioni di scerbatura saranno ridotte al minimo e dipendenti dalle condizioni meteorologiche, mantenendo un basso impatto sulla biodiversità che si mira a ricreare.

  • Supporto alle piantine: ogni esemplare è dotato di supporto naturale e di una protezione in plastica riciclata, con l’impegno di rimuovere tali protezioni entro i 3 anni dalla messa a dimora.

  • Durata e sostituzioni: la manutenzione ordinaria terminerà dopo tre anni dalla piantumazione, periodo in cui il sistema forestale dovrebbe essere in grado di autosostenersi. In questo lasso di tempo verranno sostituite le eventuali perdite.

Quadro istituzionale

Progetto valutato positivamente dal Dipartimento Tutela Ambientale – Direzione “Gestione Ambientale e del Verde” e autorizzato perché perfettamente in linea con le strategie dell’Amministrazione, tese ad aumentare la “Foresta Urbana” sia come numero che distribuzione di alberi alla luce dei cambiamenti climatici in atto.  

Il progetto, è stato presentato durante un’apposita Commissione Capitolina Permanente IV Ambiente. Anno 2024.

Premi e riconoscimenti

Premio Roma Best Practices Award 2024, categoria Roma Bene Comune

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Inserimento tra le Buone Pratiche di Sostenibilità Ambientale nel portale nazionale GELSO – ISPRA

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Hanno parlato del nostro progetto